IN EVIDENZA
Il florovivaismo italiano si prepara a entrare in una nuova fase
Il 14 luglio 2026 il Consiglio dei ministri ha approvato in esame definitivo il decreto legislativo che attua la Legge 4 luglio 2024, n. 102, dedicata alla coltivazione, alla promozione, alla commercializzazione e alla valorizzazione dei prodotti florovivaistici.
Il provvedimento introduce per la prima volta una disciplina organica del settore, superando una normativa che, fino a oggi, era caratterizzata da disposizioni frammentate e interventi spesso legati alle singole emergenze.
Prima di diventare pienamente operativo, il decreto dovrà completare gli ultimi passaggi previsti, tra cui la firma del Presidente della Repubblica e la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.
Un riconoscimento più ampio del florovivaismo
La nuova normativa considera il florovivaismo come una filiera agricola articolata, che non comprende soltanto la produzione di fiori recisi e piante ornamentali.
Rientrano nel comparto anche:
-il vivaismo ornamentale;
-il vivaismo orticolo e frutticolo;
-il vivaismo viticolo e olivicolo;
-il vivaismo forestale;
-la produzione di sementi e materiale di propagazione;
-alcune attività di manutenzione e gestione degli spazi verdi;
-le lavorazioni collegate alla conservazione, alla preparazione e alla commercializzazione dei prodotti.
Il provvedimento riconosce quindi la complessità di una filiera che comprende produttori, vivai, cooperative, manutentori del verde, progettisti, garden center e altre imprese che forniscono beni e servizi connessi all’attività agricola.
Le principali novità previste
Uno degli elementi centrali della riforma è la predisposizione di un Piano nazionale del florovivaismo, con durata quinquennale.
Il Piano dovrà individuare le priorità del settore, programmare gli interventi e favorire lo sviluppo delle imprese attraverso azioni dedicate a innovazione, sostenibilità, formazione, logistica, promozione e internazionalizzazione.
È prevista anche l’istituzione di un Tavolo tecnico permanente presso il Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, articolato in una sezione floricola e in una sezione vivaistica.
Il Tavolo avrà il compito di favorire il confronto tra istituzioni, imprese, associazioni di categoria ed esperti, contribuendo alla definizione delle politiche nazionali rivolte al comparto.
Maggiore attenzione alla raccolta dei dati
La nuova disciplina attribuisce particolare importanza al monitoraggio del settore.
A partire dal 1° gennaio 2027 è prevista l’attivazione di un sistema annuale di rilevazione statistica, affidato a ISMEA, che dovrebbe raccogliere informazioni relative:
-alle specie coltivate;
-alle quantità prodotte;
-ai prezzi medi;
-all’andamento complessivo del comparto.
La disponibilità di dati più completi e aggiornati dovrebbe permettere alle istituzioni di programmare meglio gli interventi, individuare tempestivamente le criticità e orientare gli investimenti.
Per le aziende, questa evoluzione conferma l’importanza di disporre di informazioni aziendali ordinate, verificabili e facilmente consultabili.
Tracciabilità, certificazioni e qualità delle produzioni
Il decreto punta anche a rafforzare la qualità e la competitività del florovivaismo italiano attraverso la formazione professionale, le certificazioni e la tracciabilità dei prodotti.
Le imprese saranno sempre più chiamate a documentare in maniera precisa:
-l’origine del materiale vegetale;
-le attività colturali eseguite;
-i trattamenti effettuati;
-le movimentazioni dei prodotti;
-i lotti di produzione;
-le certificazioni possedute;
-le operazioni di commercializzazione.
La tracciabilità non rappresenta soltanto un adempimento documentale. È uno strumento fondamentale per tutelare la qualità delle produzioni, dimostrare la corretta gestione delle attività e rafforzare la fiducia dei clienti e degli operatori della filiera.
Il riconoscimento dei centri per il giardinaggio
Una delle novità riguarda il riconoscimento normativo dei centri per il giardinaggio gestiti da imprenditori agricoli.
Si tratta di strutture aperte al pubblico nelle quali vengono prodotti e commercializzati al dettaglio prodotti vegetali, anche attraverso serre e vivai, insieme a beni e servizi connessi all’attività agricola.
Il mantenimento della qualifica di imprenditore agricolo sarà comunque legato al rispetto dei requisiti previsti dall’articolo 2135 del Codice civile, in particolare per quanto riguarda la prevalenza dell’attività agricola e la connessione tra le attività complementari e la produzione aziendale.
Le categorie di beni e servizi che potranno essere considerate connesse dovranno essere definite attraverso un successivo decreto ministeriale.
Digitalizzazione e organizzazione aziendale
Il nuovo quadro normativo conferma una direzione già evidente in tutto il settore agricolo: le imprese devono essere in grado di raccogliere, organizzare e utilizzare correttamente un numero crescente di informazioni.
Registri aggiornati, dati colturali, movimentazioni di magazzino, documenti di tracciabilità e informazioni sui lotti diventano elementi essenziali non soltanto per rispondere agli obblighi normativi, ma anche per prendere decisioni aziendali più consapevoli.
L’utilizzo di strumenti digitali può aiutare le imprese florovivaistiche a:
* ridurre la dispersione delle informazioni;
* mantenere aggiornati i registri aziendali;
* ricostruire rapidamente la storia di una produzione;
* controllare trattamenti, giacenze e movimentazioni;
* preparare la documentazione richiesta durante verifiche e controlli;
* migliorare il coordinamento tra produzione, magazzino e vendita.
In questo contesto, la digitalizzazione non deve essere considerata come un ulteriore adempimento, ma come un supporto concreto alla gestione quotidiana dell’impresa.
Una riforma che richiederà ulteriori provvedimenti
L’approvazione del decreto rappresenta un passaggio importante, ma molte disposizioni dovranno essere completate attraverso successivi decreti attuativi.
Sarà quindi necessario seguire la pubblicazione definitiva del testo in Gazzetta Ufficiale e i successivi provvedimenti ministeriali, che dovranno chiarire le modalità operative di alcune misure.
Il vero impatto della riforma dipenderà dalla capacità di trasformare i principi contenuti nella normativa in strumenti concretamente accessibili alle imprese.
Come prepararsi ai cambiamenti
In attesa della piena operatività della nuova disciplina, le aziende florovivaistiche possono iniziare a verificare:
* come vengono registrate le attività colturali;
* se i dati relativi alle produzioni sono completi e aggiornati;
* come vengono identificati e gestiti i lotti;
* se le movimentazioni di magazzino sono tracciabili;
* se la documentazione può essere recuperata rapidamente;
* se i processi aziendali sono organizzati in modo uniforme.
Feedentity supporta le imprese agricole nella gestione digitale del quaderno di campagna, dei trattamenti, dei lotti, del magazzino e della tracciabilità, permettendo di raccogliere le informazioni aziendali all’interno di un unico processo organizzato.
Scopri come rendere più semplice e ordinata la gestione della tua azienda agricola


